
Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono state il più grande evento sportivo ospitato in Italia da anni, e i primi Giochi “diffusi” su più territori. Oltre allo sport, sono state un enorme laboratorio di marketing: sponsor, influencer, social, territorio.
Ecco cosa ci dicono i numeri e cosa possono imparare anche le piccole e medie imprese.
Secondo i dati diffusi a fine Giochi, sono stati venduti circa 1,3 milioni di biglietti, pari all'88% della disponibilità, e i canali social ufficiali hanno superato i 113 milioni di interazioni. Nei mesi precedenti la notorietà dell'evento è cresciuta fino a raggiungere quasi nove italiani su dieci, secondo il monitoraggio di WPP Media.
Un'analisi di Group Caliber ha rilevato che i brand sponsor hanno migliorato la propria reputazione, con un effetto più forte per le aziende straniere attive in Italia: fiducia e notorietà in crescita di alcuni punti, familiarità ancora di più. Per gli sponsor italiani, già molto conosciuti, è cresciuta soprattutto la familiarità.
La lezione: legarsi a un evento sentito dal pubblico non porta solo visibilità, ma vicinanza e simpatia, a patto di raccontare qualcosa di coerente con il brand.
Secondo l'Osservatorio ONIM, attorno ai Giochi sono stati pubblicati circa 400 contenuti sponsorizzati con creator, per oltre 1,4 milioni di interazioni e circa 175 milioni di impression stimate. Instagram ha concentrato oltre il 90% delle collaborazioni, mentre una trentina di video su TikTok hanno superato i 74 milioni di visualizzazioni.
Il dato su TikTok fa riflettere: pochi contenuti, numeri altissimi. Il formato breve e spontaneo continua a premiare.
Nomi, loghi e simboli olimpici sono protetti e riservati agli sponsor ufficiali. Un'attività che non è partner non può usarli nelle proprie comunicazioni commerciali, e anche i riferimenti troppo espliciti all'evento possono essere contestati. Si può però raccontare il clima, lo sport, il territorio, l'accoglienza dei visitatori, senza appropriarsi dei marchi.
Lo stesso vale per fiere, eventi sportivi e manifestazioni della tua città: il marketing locale è proprio questo.
Dati e fatti citati in questo articolo provengono da queste fonti:
No, se non è uno sponsor o un licenziatario ufficiale: loghi e simboli olimpici sono protetti. Si può però creare un'atmosfera a tema sport e inverno senza usare i marchi.
Possono farlo, soprattutto per ristorazione, ospitalità e servizi, a patto di essere facilmente trovabili online e preparati ad accogliere.
Sì, se il creator è coerente con il brand e il pubblico è quello giusto. Contenuti autentici funzionano meglio di semplici post pubblicitari.
Analisi e casi3 min di letturaKings League: perché il calcio dei creator è un caso di marketingPresidenti creator, regole spettacolari, dirette su Twitch e YouTube: perché la Kings League funziona e cosa può imparare ogni brand, anche locale.Leggi l'articolo →
Analisi e casi3 min di letturaSanremo 2026: meno TV, più social. Cosa ci insegnano i numeriAscolti TV in calo, pubblicità record e oltre un miliardo di visualizzazioni social: cosa dicono i numeri di Sanremo 2026 sul modo in cui guardiamo i contenuti.Leggi l'articolo →
Analisi e casi3 min di letturaReal-time marketing: come cavalcare l'attualità senza scivolareCommentare eventi, trend e notizie in tempo reale può far esplodere un post o rovinare una reputazione. Regole pratiche per farlo bene, anche da piccola attività.Leggi l'articolo →Fondatore di .fiuto., agenzia di marketing a Imola. Da 5 anni aiuto società sportive, aziende e brand a crescere con strategie su misura: prima ti conosco, poi costruisco la strategia.
La mia storia →Raccontami il tuo business: ti dico cosa farei io, senza impegno.